GIRO ROSA. Arzuffi, la migliore tra le lombarde

| 15 Luglio 2015

Cosa dire di Alice Arzuffi che, a San Domenico di Varzo nel Verbanese, ha concluso il suo secondo Giro d’Italia femminile al ventesimo posto della classifica generale, terza delle italiane (dopo Longo Borghini e Cauz) e prima tra le lombarde. Cosa dire di questa ragazza ventenne, ciclista per passione dotata di classe e temperamento. Cosa di dire della campionessa italiana di ciclocross che nella penultima frazione della corsa Rosa, si è piazzata diciottesima nella cronometro individuale di Nebbiuno (No) di 21,7 chilometri facendo meglio di numerose specialiste fra le quali Elisa Longo Borghini, confermando il suo ventesimo posto in classifica generale? Che Arzuffi ha tutte le carte in regola per diventare una stradista di grande avvenire, che possiede la forza e il carattere per emergere in gare di grande spessore come è un Giro d’Italia. Ha vent’anni (è la più giovane tra le prime venti classificate) può considerarsi soddisfatta di come ha interpresato questa edizione della corsa a tappe femminile più importante del calendario mondiale. Si è trovata bene in pianura, ha pedalato fortissimo in salita, vincendo il Gran Premio della Montagna più di una volta, e a sorpreso tutti contro il tempo. Ha lottato come una leonessa, ha stretto i denti nei momenti cruciali, ha dato tutto quando doveva dare tutto. La stoffa c’è ma è soprattutto il caraterre a fare la differenza in questa giovanissima lombarda cresciuta nelle fila della Fiorin di Baruccana di Seveso e forgiata dalla multidisciplina, in particolare dal ciclocross dove ha imparato a soffrire, a non mollare mai, a conoscere se stessa e le proprie potenzialità. Alice, che si è diplomata al Liceo Artistico di Giussano ed è fidanzata con l’azzurro di ciclocross e mountain bike Luca Braidot, commenta così la sua prova: “Per me è stato un bellissimo Giro, un’esperienza fantastica-. Sono rimasta sempre con le migliori, nella tappa di Morbegno ho vissuto l’emozione di rimanere tutto il giorno in fuga,. Dopo tanti sacrifici, finalmente arriva anche qualche soddisfazione. Voglio ringraziare tutto lo staff della mia società (Inpa Sottoli Bianchi, le mie compagne, il mio allenatore è tutta la mia famiglia che mi è sempre vicina. Però una dedica speciale la voglio fare a mio padre Gianluca che in questi giorni ha compiuto 47 anni”.

ARZUFFI INPA

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